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Resoconto della XX Commemorazione di Capua

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CAPUA(CE) - Sabato scorso si è svolto a Capua il convegno per ricordare i caduti della battaglia del Volturno (1 ottobre 1860), giunto quest'anno alla sua ventesima edizione, organizzato dall'Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie presieduto dal comm. Giovanni Salemi. Il programma si è aperto con la deposizione di una corona sulla lapide che ricorda quell'evento, in Corso Gran Priorato di Malta, mentre i talentuosi ragazzi del Liceo Musicale “Luigi Garofano” di Capua, eseguivano l'inno di Paisiello. La tradizionale allocuzione è stata tenuta da Maurizio Di Giovine che ha spiegato ai presenti (tra i quali c'era anche il primo cittadino di Capua, generale Eduardo Centore) il perché e il vero significato di questa manifestazione che ogni anno raduna da ogni parte della Penisola un cospicuo stuolo di “patrioti” che non hanno e che non vogliono dimenticare quei tragici eventi, tra i quali per l'appunto la battaglia del Volturno, che nel 1860 portarono alla nefasta dissoluzione del regno borbonico.

Quindi ci si è trasferiti nella vicina chiesa dei santi Rufo e Carponio dove è stata celebrata una messa per ricordare quei caduti. Il sacerdote, don Gianni Branco, nella sua toccante omelia, ha affidato le anime dei quei poveretti alla infinita misercordia del Padre. Nella sala conferenze del Liceo Musicale “Luigi Garofano”, invece, si è svolto il tradizionale convegno storico che ha visto seduti al tavolo dei relatori personalità di spicco quali il marchese Pierluigi Sanfelice di Bagnoli, presidente del Corpo Internazionale di Soccorso del Sacro Militare Ordine Costantiniano, il prof. Antonio Sciaudone, Ordinario Diritto Agrario, Dipartimento Scienze Politiche, Università della Campania Luigi Vanvitelli, e naturalmente il comm. Giovanni Salemi, presidente dell'Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie che, con il suo intervento appassionato e vibrante, ha invitato i presenti “a non indietreggiare bensì ad andare avanti seguendo la strada della verità storica che è stata dolosamente stravolta, per giungere finalmente a restituire dignità ad un regno e ad una dinastia, quella borbonica, che è stato abbattuta da una spregiudicata operazione di pirateria e di aggressione, contraria ad ogni norma di diritto internazionale”.

Al termine, il nostro Presidente ha letto un breve messaggio idi S.A.R. la Principessa Beatrice di Borbone delle Due Sicilie, Gran Prefetto del Sovrano Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio e sorella maggiore del Principe Carlo, Duca di Castro, Capo della Real Casa, che così concludeva:

"Un sincero cordiale saluto a tutti i fedeli e soprattutto a Lei che rimane un esempio per noi tutti! VIVA IL REGNO DELLE DUE SICILIE" P.ssa Béatrice

Al comm. Salemi poi, è stata consegnata una targa a testimonianza del suo instancabile impegno al servizio della causa che lo vede in prima linea da oltre mezzo secolo per cercare di ristabilire la verità che una storia fin troppo parziale, scritta dai vincitori, ha coperto sotto una densa ed impenetrabile coltre di menzogne. I lavori sono stati brillantemente moderati dal giornalista Rai Massimo Calenda. Prima che iniziassero le relazioni è stato presentato al pubblico un interessante pamphlet, edito per l'occasione, a cura di Giuseppe Catenacci, presidente onorario dell'associazione ex allievi della “Nunziatella”, e di Francesco Maurizio Di Giovine. Il volumetto, realizzato in elegante veste tipografica, contiene il “Regolamento per la scuola di applicazione degli alunni Alfieri di artiglieria e genio sita nella piazza di Capua”, un documento di non facile reperimento che dimostra la serietà con la quale venivano preparati gli allievi nelle diverse applicazioni belliche.

Quindi è iniziato il convegno vero e proprio dal titolo “Spinte autonomiste: autodeterminazione, sviluppo e popolo”, un tema quanto mai attuale alla luce degli eventi di Catalogna ma anche dei referendum che in queste ore si stanno svolgendo in Veneto e Lombardia. Le relazioni dei tre convegnisti (l'avvocato Gennaro Grimolizzi, il prof. Antonio Sciaudone e il marchese Pierluigi Sanfelice di Bagnoli) sono state tutte molto interessanti ed hanno aperto parecchi spunti di riflessione, specialmente sul futuro prossimo del nostro sempre più tribolato paese che, messo in piedi con un'artificiosa ed assai poco democratica operazione di palazzo, sta dimostrando tutta la sua inadeguatezza a dominare e tenere sotto controllo le variegate spinte autonomistiche che arrivano da ogni latitudine, dal nord al sud, passando per il centro.

Nel corso del convegno è stata consegnata al giovane studente Giovanni De Maio una borsa di studio istituita dall'Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie, per premiare la sua tesi di laurea avente ad oggetto la vera storia che ha portato alla “mala unità” d'Italia e che i libri di testo non contemplano.

L'Istituto, per mano del suo presidente Giovanni Salemi, ha voluto premiare il coraggio e la serietà di un giovane ricercatore che non ha avuto alcun timore a remare, per così dire, controcorrente.

Come lo scorso anno il bel pomeriggio si è concluso nella suggestiva Chiesa sconsacrata del Gesù Gonfalone facente parte del complesso del Liceo Musicale capuano dove i ragazzi del coro hanno deliziato i presenti con una serie di pezzi magistralmente interpretati che hanno strappato applausi scroscianti ed entusiastici apprezzamenti.

E così è calato il sipario su un'altra edizione, la ventesima, del convegno di Capua. Una manifestazione il cui intento è sicuramente quello di commemorare e di ricordare ma, anche e soprattutto, quello di indicare la via per andare avanti in una nazione che sta dimostrando ormai sempre di più le crepe di un'impalcatura artificiosa che traballa visibilmente. Prendere spunto dal passato, dunque, cercando possibilmente di non ripetere errori fatali, ma proseguire spediti lungo la strada del riscatto e della riconquista della dignità perduta.

“Con la sciabola sguainata” come da vero comandante ha indicato il comm. Giovanni Salemi, tra l'entusiasmo generale del folto uditorio, invitando tutti a lasciare le retrovie per correre in prima fila ed adoperarsi fattivamente in questa doverosa opera di rivisitazione e di ripristino della verità.

Un discorso questo che continuerà durante tutto l'anno con le tante manifestazioni organizzate dall'Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicile e che avrà il suo punto focale nella ventunesima edizione del convegno di Capua. Arrivederci, dunque, al 2018 con la speranza che i “paladini della verità storica” prendano sempre più coraggio e diventino sempre più numerosi, per avviare quell'operazione di riscatto della nostra terra offesa e vilipesa che ormai non può essere più differita.


Giancarlo Rinaldi

Fonte: Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie

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