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Home News ed Eventi Resoconto della manifestazione di Gaeta con Del Boca - 05-02.2017

Resoconto della manifestazione di Gaeta con Del Boca - 05-02.2017

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GAETA (LT) - "Muoio per la difesa del mio Re, della mia Patria e della Religione e non bramo che la Vostra benedizione" - Queste le ultime parole del Tenente Colonnello Paolo de' Sangro di San Severo a S.A.R. il Principe Luigi, Conte di Trani, il 5 febbraio 1861 -  “Giorno 5 febbraio. Verso le 4 pomeridiane una densa ed altissima colonna di fumo susseguita da fortissima detonazione palesa lo scoppio di una polveriera nella piazza, che rovesciò al mare, con ampia breccia, la cortina a denti di sega fra la Cittadella e la Batteria S. Antonio”.

Il distaccato racconto "piemontese" di questo tragico episodio, non rende giustizia all’immane tragedia consumatasi nelle mura di Gaeta quel 5 febbraio 1861. Per avere un’idea “fotografica” dell’accaduto, possiamo prendere in prestito l’olio su tela di Pasquale De Luca. Giuseppe Quandel nella sua relazione scrive: “sono i magazzini da munizioni della Batteria Cittadella e Denti di Sega S. Antonio che saltano in aria, producendo la distruzione di parte della seconda batteria, di vari complessi casamattati facenti parte del contiguo Quartiere di S. Biagio, del corpo di Guardia difensivo della Porta di Terra, dei fabbricati intermedi tra la Cittadella ed il suddetto Quartiere, e la caduta delle abitazioni particolari, fin sopra la strada di Constanversa”.

Le immani devastazioni provocarono la morte di tutti i soldati di Guardia nella batteria e negli ambienti circostanti. Oltre un centinaio di civili perirono nell’esplosione, senza considerare i feriti, o i sepolti vivi sotto le macerie. Il Genio Militare registrò 57 soldati feriti e 100 militari morti tra cui il Generale Francesco Traversa e il Tenente Colonnello Paolo de Sangro. Dopo l’esplosione le mura mostravano uno squarcio di circa 40 metri di larghezza, alto 5 o 6 metri. Immediatamente si procedette nel tentativo di salvare coloro che rimasero vivi sotto le macerie. Pietro Quandel nel suo “Giornale” afferma: “tutte le case parallele all’apertura verso il mare son demolite, e delle altre fin presso alla chiesa di S. Biagio gran parte minaccia di cadere”.

La breccia creatasi era un agevole punto di accesso per la piazzaforte da parte degli assedianti, ecco che la stessa notte tra il 5 e il 6 febbraio l’artiglieria borbonica procedette a costruire una piccola batteria per due cannoni. Il tragico episodio del 5 febbraio 1861 segna, attraverso le sue innumerevoli vittime, il principio della fine dell’Assedio di Gaeta e la pagina più triste della conquista del più antico, glorioso e florido Stato della penisola. Dovrà passare un secolo perché, il 5 febbraio del 1961, l'Ass. Naz. Ex Allievi della Nunziatella possa commemorare quel tragico evento ricordando i valorosi che vi persero la vita.

Da quel lontano giorno, ogni anno, ha continuato a farlo, ininterrottamente, per 56 anni grazie all'opera del suo attuale presidente onorario dr. Giuseppe Catenacci. Anche quest'anno ad affiancare la prestigiosa associazione, il Delegato Vicario del Lazio dell'Ordine Costantiniano di San Giorgio, avv. Franco Ciufo e l'Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie con il suo presidente l'«Anzianissimo» ex allievo comm. Giovanni Salemi. Era presente inoltre l'assessore alla Cultura Francesca Lucreziano in rappresentanza del Sindaco. Quest'anno poi, per completare la bella manifestazione, il nostro Istituto ha organizzato, nel pomeriggio, un convegno dal titolo "Risorgimento di Ieri e Risorgimento di Oggi" chiamando come relatore il noto giornalista ed autore di numerosi libri Lorenzo Del Boca (Indietro Savoia; Maledetti Savoia; Italia bugiarda; Risorgimento Disonorato; Venezia tradita; solo per citarne alcuni). Fatto più unico che raro, in un mondo lacerato da divisioni e gelosie, domenica si è realizzata una bella sinergia tra i due eventi, del mattino e del pomeriggio.

Nella sala verde dell'Hotel Serapo, dopo un breve ricordo del fondatore delle Edizioni Controcorrente l'amico giornalista ed editore Pietro Golia, recentemente scomparso, l'assessore dr. Pasquale Ranucci ha portato i saluti del Sindaco, seguito dai saluti del presidente della Pro Loco di Gaeta, dr. Christian Rosato, del presidente onorario dell'Associazione Ex Allievi Nunziatella dr. Giuseppe Catenacci e del presidente dell'Istituto, comm. Giovanni Salemi. Una gradita sorpresa dal giovane editore nocerino Vincenzo D'Amico che ha, poi, brevemente presentato la sua ultima fatica, un interessante libro sull'ultimo Sovrano de facto delle Due Sicilie, S.M. Francesco II.

La relazione di Lorenzo Del Boca, arricchita da brani "briganteschi" eseguiti in acustico da Benedetto Vecchio ha riscosso un notevole interesse testimoniato dal gran numero di domande con cui il pubblico ha "bombardato" il relatore. Tra le tante persone che gremivano la sala Fiorenzo Manzo, presidente dell'Associazione Culturale "Regno delle Due Sicilie" di Cava, Donato Tartaglione, presidente della Pro Loco Real Sito di San Leucio, con un folto gruppo di amici, l'ing. Alberto Marulli, gli avv. Huober, Farese e Petrella con le rispettive signore, dallo Stato Pontificio Enrico Viciconte e Umberto Perlingieri, l'amico Argentino D'Arpino, il prof. Ferdinando Di Mieri, Claudio Saltarelli presidente dell'Ass. Identitaria Alta Terra di Lavoro, ed infine "menzione speciale" i patrioti Antonio Ciano ed Aniello Sicignano (anche lui con un folto gruppo di amici e patrioti).

Al termine del convegno, il dr. Catenacci oltre a regalare ai presenti un pamphlet, graditissimo, curato insieme con lo storico Francesco Maurizio Di Giovine, ha voluto omaggiare il relatore con un bel volume sulla storia de la Nunziatella, mentre il musicista Benedetto Vecchio, leader del gruppo M.B.L. - Musicisti Basso Lazio, ha regalato a Del Boca il suo ultimo CD. Risorgimento di ieri e risorgimento di oggi. Lectio Magistralis dello scrittore piemontese. Del Boca si sente uno di noi, un vero terrone e brigante. Per sentirlo son venuti da mezza italia. La sala verde dell'Hotel Serapo era colma di giovani e di insegnanti. Gli scandali si ieri e di oggi hanno una denominazione comune: il RISORGIMENTO savoiardo e cavourriano.

Durante il convegno RISORGIMENTO IERI E RISORGIMENTO OGGI, si è esibito Benedetto Vecchio, fondatore dei M.B.L. (musicisti basso lazio) che forse avrebbe dovuto chiamare Musicisti Alta Terra di Lavoro (ma l'acronimo, in questo caso non andava troppo bene).

 

Giancarlo Rinaldi

Fonte: Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie

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