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Imballato a Napoli il busto di Cialdini

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NAPOLI - Stamane gli attivisti e le attiviste di Insurgencia hanno nuovamente sanzionato il busto in onore del Generale Cialdini posto al primo piano del Palazzo della Borsa. Il busto è stato simbolicamente imballato e su di esso è stata apposta una targa che invita le istituzioni a spedirlo a Torino.

L'azione segue un primo sanzionamento con cui gli attivisti posero lo stesso problema qualche mese fa, rivendicando già allora la rimozione del vergognoso tributo al militare responsabile tra le altre delle stragi di Casalduni e Pontelandolfo, nonchè di numerosi altri efferati stermini di massa che hanno caratterizzato la cosiddetta "guerra al brigantaggio" dell'Italia postunitaria. Siamo convinti che dal punto di vista simbolico (ma non solo) oggetti come quello di cui parliamo rappresentino la plastica volontà di cancellare un pezzo di storia coloniale e di parte che è la storia del saccheggio che ha subito il nostro territorio a partire dall'unità.

Una storia che ha condizionato e condiziona le nostre condizioni di vita, di sviluppo, che ancora determina l'iniqua distribuzione delle risorse economiche e l'assoluta sproporzione tra le condizioni di vita del Nord e del Sud del paese. Non siamo più disposti a tollerare le continue operazioni razzializzanti, napolifobiche che vengono imbastite sulla nostra pelle e per questo poniamo un problema a partire dai tributi alla storia ufficiale, una storia che vogliamo riscrivere.

Nessun anacronismo.Piuttosto la volontà di costruire una cornice, una geneaologia, alle continue dichiarazioni e prese di posizione della politica nazionale sulle più importanti questioni che rguardano la città. Basti pensare alla negazione del nesso causa effetto tra devastazione ambientale e aumento dei tumori e la convinta attrubuzione dell'aumento della diffusione del cancro in campania agli stili di vita. O ancora alle recentissime dichiarazioni di Alfano sulla criminalità organizzata che, ancora una volta, invece di riconocere nella stessa la forma di accmulazione economica più efficace del territorio e di agire in questo senso, propone per l'ennesima volta leggi speciali per militarizzare del territorio.

L'azione di questa mattina serve esattamente a ribadire il nostro rifiuto radicale per questi continui tentativi di mettere le mani sulla città, sulla nostra città, le mani della speculazione e del saccheggio, le mani dell'oppressione delle forze dell'ordine la cui presenza nelle strade aumenta solo l'insicurezza e occlude la libertà. Napoli piuttosto rivendica tutta la libertà che merita, rivendica autonomia nella gestione delle proprie questioni e rivendica soprattutto una inversione radicale dell'ordine di discorso intriso di razzismo con cui da sempre vengono affrontate da sempre tutte le questioni sociali.


Giancarlo Rinaldi

Fonte: Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie

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