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Villella e le Mummie

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TORINO - La città di Torino si impegnerà “a promuovere ogni iniziativa affinché si giunga alla sepoltura dei resti, anche attraverso la restituzione delle spoglie ai discendenti o alle amministrazioni comunali, trattenute nel museo di Antropologia Criminale Cesare Lombroso di Torino”. Si tratta di una delibera storica: quella approvata il 15 gennaio nella città sede del museo di criminologia intitolato a Cesare Lombroso, che impegna le istituzioni a privare il loro museo di un cimelio ritenuto da molti come oltraggioso per l'umanità, offensivo per una parte della popolazione e tendente al razzismo per chi ha letto nell'esposizione di quei cimeli di guerra la volontà di ribadire chi fosse abilitato a scrivere la storia e chi invece no.

Il consigliere comunale Domenico (Mimmo) Mangone a quella storia ha dato una svolta, con una mozione presentata prima della sentenza del tribunale di Lamezia Terme (anche se discussa tre mesi dopo il pronunciamento di un giudice) ed ha chiesto ai colleghi di tutti gli schieramenti politici di prendere una decisione. “Tralasciando l’aspetto razzistico della questione, sono qui a battermi perchè si dia degna sepoltura ad un cranio che è appartenuto a un brigante che ha rubato per fame e ha tuttora discendenti che lo reclamano” ha fatto notare il consigliere. E ha aggiunto: «La mia mozione prevede che le spoglie restituite, se utili a finalità didattiche, siano sostituite con calchi o rappresentazioni multimediali

Il sindaco Fassino si è astenuto, ll'assessore Braccialarghe ha fatto notare che la città ha problemi più importanti a cui pensare, a maggioranza dei consiglieri ha preferito non esprimere un giudizio. Ma non si sono assentati ed hanno permesso, con la loro presenza, che fossero sufficienti i voti favorevoli di 16 politici perchè si avviasse il procedimento che innescherà la svolta. Perchè il prossimo 5 marzo la corte d'appello di Lamezia Terme si esprimerà sul ricorso presentato dal museo Lombroso, ma a Palazzo Civico c'è chi ha ammesso la non necessità di quella macabra esposizione che di didattico ha ben poco e di scientifico ancor meno, e di ludico potrebbe avere dei semplici calchi in gesso al posto di spoglie umane.

L'Università di Torino, e i dirigenti del sedicente museo risponderanno, con i tempi biblici degli atenei italiani, quando questa lunga vicenda si avvicinerà al suo epilogo che sembra finalmente vada nella giusta direzione: quella della verità, della giustizia e della restituzione del mal tolto. La collega de La Stampa fa notare, in chiusura dell'articolo, che quei teschi dovrebbero essere considerati opere d'arte. Ignora, forse, che  nel 2011 l'ultimo cranio Maori fu restituito alla Nuova Zelanda con il mea culpa della Francia; e, udite udite, proprio ieri la direttrice del Museo Egizio di Torino Eleni Vassilika, ha rivelato la novità della prossima esposizione: “Il macabro non ci interessa, non è dignitoso. Non siamo un museo antropologico o etnologico. Siamo un museo di arte antica” e le mummie troveranno finalmente pace nei loro sarcofagi.


Mariagiovanna Ferrante

Fonte: Eos Mesimeras Piemonte

Villella e le Mummie
Ultimo aggiornamento Giovedì 17 Gennaio 2013 08:16  

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