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Home Lezioni di storia Rinvenuto il testo dell'epigrafe borbonica appartenente alla Torre d'Archirafi(CT)

Rinvenuto il testo dell'epigrafe borbonica appartenente alla Torre d'Archirafi(CT)

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Torre Archirafi è una frazione marinara del comune di Riposto(CT) il cui nucleo sorge attorno la settecentesca chiesa e il palazzo attiguo.Per risalire alla storia di Torre bisogna tornare però indietro nel tempo quando Giovan Forti Natoli acquistò[1] il 29 agosto del 1597 da Giovanni Ventimiglia Marchese di Geraci (Presidente del Regno di Sicilia al tempo di Filippo II) il castello di Sperlinga e tutto il Feudo, per il prezzo di 30834 scudi, divenendo così Principe di Sperlinga.I Natoli originari della Provenza si stabilirono prima nella città di Termini Imerese e da li in Messina.
Uno dei discendenti della famiglia, Giovanni Natoli Lanza si sposò con Maria d'Alifia Castello da cui nacque Francesco Natoli Alifia che fu nominato come il padre Primo Deputato di Sanità della Città di Messina, il 12 gennaio del 1702. Grazie ai suoi controlli si accorse che una nave appestata stava sbarcando a Messina e ne rifiutò l'approdo. Successivamente quella nave infettò la città di Marsiglia e la Provenza.Morì il 17 gennaio del 1741 con gran dispiacere dei messinesi.Si sposò con Caterina Ruffo la Rocca dalla quale nacque il 30 novembre del 1714: Giovanni Natoli Ruffo, Principe di Sperlinga che il 24 maggio 1741 fu nominato Duca D'Archirafi da S.M. Carlo di Borbone.
Appena preso possesso del borgo di Archirafi ne fece costruire l'attuale chiesetta settecentesca ed il palazzo nobiliare attiuguo, ma soprattutto fece restaurare nel 1762, la famosa ed antichissima torre che aveva dato il nome al borgo e che oggi non è più esistente, forse distrutta da un terremoto o da una tempesta.

Una volta terminato il restauro pose nella parte alta della bella torre una lapide di pietra bianca con la seguente epigrafe borbonica[2]:

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D.O.M.


Ferdinando Utriusque Sic. Rege Pio, Felici, Invicto.

Joannes Natolius Rufus de Alifia

Princeps Sperlinga, Dux Archiraphis Reg. a Cons.

Urbic. Legion. Messanae Praefectus

Antiquissimam Turrim Archiraphim

Aetate ac Maris impetu collapsam,

Ne pago aucto Colonis frequentato

Ducatus honore nobili,

Quae dederat nomen deficeret,

In meliorem tutioremque locum

Readificandam curavit. 1762.

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Non si conosce l'anno esatto in cui la torre scomparve, ne troviamo ancora menzione nel 1815 fino al 1853[3], non è escluso che l'edificio sia andato in rovina e le tracce completamente distrutte durante il maremoto del 1908 a seguito del terremoto di Messina, considerato che non se ne trova notizia nelle stampe dell'epoca.

Il duca d'Archirafi morì senza eredi a Messina nel 1769.Le sue proprietà ed il titolo passarono di
mano dalla famiglia Moncada ai Vanni fino ad arrivare agli attuali Vigo.

 

 
Davide Cristaldi

 
[1] Della Sicilia Nobile - Palermo - 1754
[2] Appendice alla Sicilia Nobile - Palermo - 1775
[3] Dizionario geografico biografico statistico e commerciale della Sicilia - Palermo - 1853

 

Rinvenuto il testo dell'epigrafe borbonica appartenente alla Torre d'Archirafi(CT)
Ultimo aggiornamento Giovedì 20 Dicembre 2012 09:42  

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