Le imposizioni laiciste e la rivoluzione del 'Calendario' durante l'invasione giacobina

Venerdì 30 Novembre 2012 19:39 Salvo Carreca
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Sopra i giacobini francesi piantano un pioppo come Albero della Libertà; sotto il risultato finale

Togliete il Crocifisso dai luoghi pubblici!”: è questo il messaggio oggetto di discussioni e polemiche.
Nella nostra storia recente la prima volta che fu imposto di abolire i Crocifissi avvenne nel 1799 quando le armate della Francia “laica” e giacobina, guidate dal generale Championnet, invasero il Regno delle Due Sicilie. In tutti i paesi occupati i Crocifissi esposti nei luoghi pubblici vennero sostituiti con gli Alberi della Libertà detti anche “Alberi sacri della comune redenzione”.
Il passo successivo venne subito segnato da una delle prime disposizioni del governo di Napoli giacobino e filo-francese: la sostituzione del Calendario Cristiano con quello giacobino.

Ideato in Francia dall’Accademia delle Scienze, al fine di “dimostrare il livello di perfezione dell’astronomia francese” e per “sottrarre alle esigenze religiose di qualsiasi specie”, aveva come obiettivo quello di cancellare ogni riferimento al Cristianesimo, abolendo le Domeniche, tutte le festività sante e la conta degli anni dalla nascita di Cristo, partendo l’era nuova dal 22 settembre 1792, epoca della fondazione della Repubblica Francese.
I nomi dei 12 mesi, formati tutti da 30 giorni, vennero ispirati al clima di Parigi: Vendemmiale, Brumale e Frimale per l’autunno, Nevoso, Ventoso e Piovoso per l’inverno, Germile, Fiorile e Pratile per la primavera, Messidoro, Termidoro e Fruttidoro per l’estate. I cinque giorni complementari, per far tornare i conti, detti Sanculottidì erano consacrati alla festa del Genio, del Lavoro, delle Azioni, delle Ricompense e dell’Opinione. Il mese era diviso in tre decadi e, non esistendo più la Domenica, era previsto come giorno di riposo il decimo giorno.

 

 

Oggi, chi pretende che venga tolto il Crocifisso dai luoghi pubblici dovrebbe, per coerenza, proporre ed imporre con la stessa forza e determinazione l’adozione del calendario giacobino, molto laico e sicuramente non “offensivo” nei confronti dei Musulmani o di credenti di altre religioni. Coerenza vuole che gli stessi fautori della Libertà non festeggino più il Santo Natale, o la Santa Pasqua o altre ricorrenze cristiane e quindi neanche la Domenica, lavorando per 9 giorni di fila. Un primo problema nasce purtroppo per tutti coloro che, festeggiato la notte delle Zucche vuote di Halloween (10 Decadì Brumale), sarebbero costretti a recarsi al lavoro avendo improvvidamente trasformata la Festa di Ognissanti nell’ordinario 11 Primodì di Brumale.
Per risolvere dunque questi problemi i laicisti dovrebbero almeno riconoscere che è proprio il Crocifisso ad essere il simbolo laico per eccellenza dato che ci ricorda sempre: “Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”…. Ma ricordiamoci tutti che anche Cesare è di Dio…..

 

Salvatore Carreca
28 Ottavodì Brumale dell’anno 217 della Libertà (18 novembre 2009)

Fonte: Comitato Storico Siciliano

Le imposizioni laiciste e la rivoluzione del 'Calendario' durante l'invasione giacobina
Ultimo aggiornamento Domenica 02 Dicembre 2012 18:37